Le Opere d'Arte conservate nell'Oratorio.


Nell' Oratorio di San Giovanni di Ovada, oltre alla Cassa di San Giovanni, sono custodite numerose altre opere d'arte. Questo patrimonio è stato acquisito quasi tutto nel periodo più fortunato della Confraternita e, cioè, tra il 1600 ed il 1700, quando il barocco ligure-genovese imperava nell'arte sacra.
A questo periodo risale il bellissimo affresco (che possiamo ammirare nella foto), opera del Canepa da Voltri, che si trova sulla volta del presbiterio. Al XVIII secolo risalgono i quattro grandi dipinti su tela, di scuola ligure, che rappresentano scene della vita di Cristo e che si trovano sulle pareti laterali della chiesa. Questi dipinti sono stati restaurati negli anni scorsi con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Genova ed Imperia. Tra gli addobbi sacri annoveriamo una serie di Carte-Gloria in argento lavorato, una serie di calici, pissidi ed ostensori in oro ed argento e le Mazze Capitolari Processionali, veri e propri capolavori dell' argenteria ligure genovese. Attribuite al Torretta, esse rappresentano San Giovanni Battista, la Vergine Maria, la Santissima Trinità ed il Cristo. Esse vengono portate in processione dai componenti del Capitolo della Confraternita e sono ammirate come uno dei migliori esempi dell'arte argentiera ligure del 1700.
Tra le opere lignee citiamo la cosidetta 'Cassa Piccola', cioè il secondo gruppo processionale, più piccolo dell'altro, in cui è raffigurato il Battesimo del Cristo da parte di S.Giovanni (anch'esso restaurato recentemente grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino), una pregevole statua che raffigurerebbe San Giacinto (ma l'iconografia ufficiale di questo Santo non viene rispettata) e, infine, il bellissimo Crocifisso processionale, opera del Bissoni, considerato un vero e proprio capolavoro per l'intensità dell'espressione e la perfezione nella rappresentazione particolare del corpo umano. Anche quest'opera viene portata ogni anno in processione il 24 giugno.
L'organo, di stile italiano ottocentesco, è stato costruito dall'organaro modenese Piacentini nel 1882 e completamente restaurato nel 1988 dall'organaro Angelo Rosaguta di Recco. Questo strumento, oltre che per il servizio liturgico, viene spesso utilizzato anche per l'effettuazione di concerti organistici.
Concludiamo citando la serie dei preziosi paramenti, alcuni di antica fattura, altri più recenti, e le preziose Cappe, di colore rosso, indossate dai Confratelli durante le processioni, ed i bellissimi Tabarri, di velluto nero con ricami in oro per i Confratelli e di tela d'argento con ricami in oro per i membri del Capitolo.
Tutto questo costituisce, unitamente all' Oratorio e sue pertinenze, una tradizione ovadese che affonda le sue radici nel tempo. La fede genuina, sana, spontanea e popolare degli antichi ovadesi ci ha tramandato questo patrimonio; la Confraternita cerca di conservarlo nel migliore dei modi, affinchè non si disperda. Per questo scopo confidiamo sull'aiuto di tutti gli ovadesi e di tutti coloro a cui sta a cuore la conservazione del nostro patrimonio storico, artistico e culturale.

Torna alla Home Page

__________________________

Copyright Federico Borsari
per Confraternita San Giovanni Battista
Ovada - 2008